Non mi piace affatto svegliarmi in questo modo, e mi prenderei a bacchettate per questo.
Il quarto giorno è passato. Respiro meglio, sono orgogliosa di me stessa e continuo a crederci. Smettere di fumare è possibile, e io posso farcela - malgrado i tentativi falliti alle spalle, anzi probabilmente proprio grazie a quelli. Sbagliando si impara, dicono.
Al mattino va bene. Appena sento un po' di irrequietezza (diciamo attorno alle 10), comincio a bere il mio tè. Sorseggio un po' per volta e quel mezzo litro che mi porto nel termos dura fin verso le 12, quando è legittimo cominciare a pensare al pranzo. Ho molta fame, consumo un pasto completo in mensa, senza lasciare niente nel piatto, e la cosa mi soddisfa. Non mi abbuffo in modo smodato e non faccio incetta di dolci. Mangio un po' di più, tutto qui.
Il pomeriggio è un più dura. Oggi ho preso comunque il caffè dopo pranzo, e appena tornata in ufficio mi sono dedicata a una salutare spazzolata ai denti per togliere il sapore.
C'è stata anche la mia passeggiatina con respirazione, verso le quattro, con annessa sosta per annusare questi fiori (e scattare una foto).
Il premio "pensiero subdolo of the day" è stato vinto da:
Non sarai mai più felice senza sigarette.
Niente male, vero?
E niente, la giornata se n'è andata con una lunga fila in tangenziale, che mi ha fatto sbroccare un attimo. Ho preso la prima uscita e mi sono infilata al centro commerciale. Ho trovato due ottimi pantaloni a prezzo stracciato e me li sono comprati senza sensi di colpa. Un piccolo premio non preventivato.
Insomma benvenga anche la fila in tangenziale.
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