mercoledì 2 maggio 2012

Degli inutili programmi

Sono entrata nel secondo mese da ex fumatrice.
Avevo intenzione di scrivere più spesso e di documentare meglio questo mio percorso. Ma come spesso accade un conto sono i progetti, un conto è come vanno le cose.
Sono stata un po' male - niente di serio, e niente che abbia a che vedere con il fumo o con l'aver smesso. Sono finita in ospedale per qualche giorno e poi ho fatto una piacevole convalescenza a casa.
Dal punto di vista della questione del fumo è stato un vantaggio: debole e malata a fumare non ho pensato proprio. È come avere saltato un paio di settimane di fatica, e così sono stata traghettata direttamente al secondo mese di astinenza, tra una flebo e un riposino.

Oggi sono tornata al lavoro e la fatica mi è ripiombata addosso.

Mi è sempre più chiaro però che smettere di fumare è soprattutto una questione di atteggiamento mentale. E purtroppo da questo punto di vista ho la sensazione di avere fatto qualche passetto indietro. La mia convinzione non è più così granitica come durante le prime settimane. Mi accorgo cioè che dentro di me continuo a dare una chance all'idea di fumare. Magari una sola (ah!), magari non oggi e nemmeno domani, ma in futuro, chissà. 
Sono solo pensieri vaghi. A volte mi proietto nel futuro e mi vedo ancora con la sigaretta tra le dita. Altre volte è l'immagine di un film, o un ricordo, o un desiderio.
Non voglio sottovalutare questi pensieri perché ho la sensazione che è così che si comincia a cedere. Come un piccolo graffio sul muro, che poi diventa una crepa, e poi una voragine.
Anche riprendere in questo diario va in questa direzione, mi aiuta a riflettere, a non sorvolare, a non correre un giorno dopo l'altro per poi ritrovarmi con la sigaretta in bocca senza sapere come ci sono arrivata.
Per ora solo questo.

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